venerdì 11 settembre 2015

L'occhio bionico di Mr Kokame funziona.

Potrà tornare a vedere nonostante la sua retinite pigmentosa, malattia ereditaria che l'ha resa cieca ormai 2 anni fa, e dovrà ringraziarne l'occhio bionico che le è stato impiantato pochi giorni fa da un team di medici guidato da Gregg Kokame, presidente dell'Eye Surgery Center of Hawaii. E' questo il destino di una donna settantaduenne che sta ora aspettando che l'apparecchio sia messo in funzione. L'attesa – circa 15 giorni dopo l'intervento – è determinata solo dalla convalescenza necessaria per guarire dall'intervento chirurgico, ma una volta messo in funzione Kokame assicura che l'impianto le permetterà di vedere i movimenti attorno a lei.

L'intervento cui è stata sottoposta la paziente – la prima nell'area asiatica del pacifico – arriva a due anni di distanza dall'impianto del primo occhio bionico mai effettuato al mondo. All'epoca a cimentarsi nell'impresa erano stati i chirurghi del Royal Victorian Eye and Ear Hospital di Melbourne, in Australia. Da allora la tecnologia si è evoluta molto, tanto che rispetto ai flash di luce visti dalla paziente cui è stato impiantato il primo occhio tecnologico si è arrivati oggi alla possibilità di percepire diverse gradazioni di grigio. La paziente hawaiana potrà insomma riprendere a vedere in bianco e nero, e anche se non riuscirà a distinguere i particolari delle immagini ci sono speranze che in futuro l'evoluzione dei software utilizzati le permettano di migliorare la sua vista.

L'apparecchio impiantato nella sua retina è formato da una rete di microelettrodi connessi al nervo ottico, attraverso cui inviano al cervello le immagini catturate da una telecamera integrata in un paio di occhiali cui sono collegati tramite tecnologia wireless. “Questo impianto di 'occhio bionico' può potenzialmente restituire la vista a pazienti completamente o quasi completamente ciechi – spiega Kokame – Sono stato coinvolto nella cura della cecità ereditaria sin dall'inizio della mia carriera in oftalmologia allo Jules Stein Eye Institute dell'Università della California di Los Angeles. Ho visto pazienti perdere progressivamente la vista, ma ora è disponibile questa nuova tecnologia futuristica per consentire il potenziale recupero della vista a pazienti funzionalmente ciechi”.

fonte Salute24 - ilSole24ore