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venerdì 25 luglio 2014

Finger Reader e dbGlove, la tecnologia si mette in moto.

Sono state svelate le prime immagini di FingerReader, l'anello sviluppato dal Mit, Massachusetts Institute of Technology che dovrebbe permettere ai non vedenti di leggere testi cartacei e digitali, che si basa su un sistema di scansione video che rileva la parola inquadrata da una microcamera e poi pronunciata da una voce. L'anello prevede un avviso sonoro e una vibrazione nei casi in cui non venga seguito il corretto ordine di lettura e quando una riga finisce.

Solo pochi mesi fa invece era stato presentato dbGlove, un rivoluzionario guanto sviluppato da ingegneri pugliesi che ha vinto ha già vinto il Maker of Merit 2013 durante la Maker Faire di Roma.

dbGlove consente a ciechi e sordo-ciechi di comunicare con gli altri tramite l'uso di smartphone o tablet, ma anche di utilizzare questi stessi device per accedere alle informazioni contenute nel mondo digitale, dalla cui fruizione altrimenti sarebbero esclusi.  



venerdì 18 luglio 2014

Il cerchietto di Microsoft che descrive lo spazio ai non vedenti

Microsoft starebbe lavorando ad un nuovo dispositivo indossabile ma non si tratterebbe di uno smartwatch, come diffuso nei giorni scorsi, ma di una “fascia” da indossare attorno alla testa per aiutare le persone non vedenti a muoversi. 

Secondo il Sunday Times, che ha rivelato il progetto “segreto”, il device si chiamerebbe “Alice band” e funzionerebbe facendo “rimbalzare” informazioni provenienti da sensori montati nell’ambiente circostante, edifici o anche vagoni ferroviari, sulla fascia. In fase di lettura, invece, il device potrebbe aiutare le persone non vedenti a muoversi su scale o anche all’interno di negozi rivoluzionando la loro qualità della vita soprattutto negli ambienti cittadini.

Alice Band fa parte di un progetto a cui Microsoft ha lavorato con la Guide Dogs for the Blind all’interno del Cities Unlocked Project, iniziativa legata all’impegno del governo britannico nel settore dell’innovazione applicata a settori specialistici.

Stando alle rivelazioni della testata il progetto sarebbe ancora in fase di ricerca e sperimentazione, il che spiega la mancanza di ulteriori dettagli. Quel che pare certo, invece, che come parte di un progetto di ricerca potrebbe non essere reso davvero disponibile in commercio a differenza di quanto accadrà ad un eventuale smartwatch. Tuttavia la strategia di Microsoft viene valutata positivamente dagli analisti:  l’impegno sul fronte medico può pagare bene non solo per la reputazione della società, ma anche a livello di esperienza nel mondo dei wearable del futuro.


fonte: Tech Economy