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domenica 21 giugno 2015

Poseidone verso la città sommersa.

Sembra un luogo sospeso nel tempo, una antica città, con mura, strade e statue ricoperte da metri cubi di acqua. Qui Poseidone si muove totalmente a suo agio, come se l’acqua e il mare fossero gli unici elementi che gli permettano di essere libero, indipendente.
Nel mondo sottomarino esplora con le mani tutto ciò che incontra nuotando. E’ l’esperienza, non più il sogno, l’esperienza di cui i sogni di tutti si cibano.
Il mare diventa un luogo onirico, ma ferocemente reale.



lunedì 28 luglio 2014

Ulisse nelle grotte dei Feaci

Domenica 27 luglio 2014
Croara, Bologna

Ulisse ha incontrato i Feaci.
Dopo una settimana di viaggi avventurosi Gabriel e la troupe de Il Sogno di Omero si sono imbattuti finalmente in un popolo ospitale e coraggioso.
Come i Feaci per Ulisse, Gionni e Stefano hanno ascoltato la nostra storia, hanno voluto ospitarci, hanno permesso ai sogni di Gabriel di prendere forma.

Nell'Odissea di Omero, la narrazione sui Feaci si lega al sistema dei valori della xenìa, quella che era la forma di ospitalità del mondo greco. Omero racconta di come accolsero benevolmente Ulisse, fornendogli la nave che lo avrebbe riportato in patria, pur sapendo che con questo gesto sarebbero incorsi nell'ira di Poseidone. Il loro re è Alcinoo, la cui moglie era Arete, una donna che avrà un ruolo importante nel determinare l'aiuto dato a Ulisse. Loro figlia era Nausicaa, la prima a imbattersi nell'eroe greco reduce dal naufragio e a offrirgli l'ospitalità.

La Xenia (dal greco ξενία, xenía) riassume il concetto dell'ospitalità e dei rapporti tra ospite ed ospitante nel mondo greco antico, della cui civiltà costituiva un aspetto di grande rilievo.
La xenia si reggeva su un sistema di prescrizioni e consuetudini non scritte che si possono riassumere in tre regole di base:
  • il rispetto del padrone di casa verso l'ospite
  • il rispetto dell'ospite verso il padrone di casa
  • la consegna di un "regalo d'addio" all'ospite da parte del padrone di casa.

Di' il nome, come laggiù ti chiamavano il padre e la madre,
e gli altri in città e quanti vivono intorno;
certo nessuno tra gli uomini è senza nome,
né il vile né il nobile, appena sia nato:
a tutti i genitori lo danno, come li mettono al mondo.

E dimmi la terra, il popolo tuo, la città,
sicché ti ci portino guidate dal pensiero le navi.

Perché i Feaci non hanno nocchieri,
non ci sono timoni, come ne han l'altre navi,
ma sanno da sole il pensiero e l'intendimento degli uomini,
e san le città e i pingui campi di tutti,
e l'abisso del mare velocissime passano,
di nebbia e nube fasciate; mai hanno paura
di subir danno o d'andar perdute.

venerdì 25 luglio 2014

Le Sirene di Comacchio sulla strada di Odisseo.

Venerdì 25 luglio 2014
Qui presto vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei, 
ferma la nave, per sentire la nostra voce. 
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera, 
se prima non sente suono di miele dal labbro nostro la voce; 
poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose. 
Noi infatti tutto sappiamo, quanto nell’ampia terra di Troia 
patirono Argivi e Teucri per volere dei Numi; 
tutto sappiamo quello che avviene sulla terra nutrice 
(Odissea, XII,184-91)

giovedì 24 luglio 2014

Cercando il punto del ritorno.

Porto Garibaldi, 24 luglio 2014

Tra le Valli di Comacchio e il Delta del Po si aggira Ulisse alla ricerca della sua Itaca.
Aspettando Gabriel viviamo i suoi luoghi e cerchiamo i suoi sogni.

Io sono stato Omero.
Tra breve sarò Nessuno, come Ulisse.
Tra breve sarò tutti: sarò morto.

Jorge Luis Borges

martedì 22 luglio 2014

Omero sul sentiero di Rilke

Martedì 22 luglio 2014

La troupe de Il Sogno di Omero è arrivata in Friuli. 
Abbiamo iniziato le riprese con Daniela e i suoi sogni iniziano a prendere forma. 

Un acquazzone ci ha sorpreso mentre attraversavamo il sentiero di Rilke.  

Il sentiero costeggia il Castello di Duino, dove Rilke ha trascorso alcuni mesi all'inizio del secolo scorso, e dove ha composto le sue celeberrime “Elegie Duinesi”. 



Con pieni occhi, la creatura vede
l’aperto. Solo i nostri occhi sono
come ruotati e ben piazzati intorno a lei
come trappole, tutt’intorno alla sua libera uscita.

Rainer Mario Rilke, Elegie Duinesi